La chiesa protoromanica ha una bella abside ed affreschi del XI - XVI secolo.

Rischiò di andare distrutta nel '600, quando prese fuoco il carbone ammassatovi da due carbonai.

Ancora nel '700 serviva agli "alpari" che preferivano non allontanarsi dalle greggi, insidiate da lupi e pericoli di ogni genere.

Sorge in un mirabile scenario di prati, boschi, monti ed offre un panorama incantevole.

L'elemento architettonico più interessante è l'abside semicircolare, in cui a tratti compare una caratteristica disposizione a "spina di pesce" della muratura, realizzata in grossi ciottoli regolari e ben curata.

Nell'estate del 2001 sono stati riportati alla luce importanti affreschi attribuibili al XI-XIV sec. il cui restauro è terminato nel 2005 grazie ad un contributo della Provincia e della Comunità Montana.

Un grande affresco è stato portato interamente alla luce: la Madonna in trono con San Antonio Abate e San Bernardo, datato 1517. Al piedi delle tre figure è apparsa la firma del pittore Gugliemo da Montegrino e la dedica dell'offerente, tale "... de Ligurno". Nell'inverno del 2000 è stata consolidata la struttura edilizia e rifatto il tetto in beola con un contributo della Regione Lombardia e secondo le disposizioni della Soprintendenza di Milano.

Un secondo grande affresco, più antico, rappresenta s. Michele arcangelo, altri due angeli ed un offerente, indicato come "Dominus cusstos". Nella parte sottostante è raffigurato un velario con una fiera mitica alata.

Il ciclo di affreschi comprende inoltre una teoria di apostoli nell'abside (ben recuperato S. Giacomo), un arcangelo sulla controfacciata con S. Ambrogio; Dio Padre con Abramo ed Isacco sulla parete sud. L'intero interno è fasciato da un velario molto caratteristico.

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